La tentazione del vuoto e del buio.
Sorrido. È un esorcismo, e un po’ funziona. La tristezza può essere un atto di volontà.
E ora sento la vertigine. Preme al petto. Complici la musica e la scrittura.
Tentazioni. Come di voler soffrire… constatando il tuo amore per lui, oggi.
Ricordo quanto fosse importante per me, un tempo, il suono di un pianoforte.
Questo sono io, Dio. Mi conosci… e non potrò essere null’altro che questo, anche se continuerai a farmi la guerra.
Un messaggio al ragazzo che mi siede accanto. Il suo volto s’illumina in un dolcissimo sorriso. Non lo invidio, ma mi suggerisce tenerezza.
Sorrido anch’io.
Faccio la guerra a me stesso, aspettandoti, amandoti, pensandoti.
Dicono che io, in questo modo, non sia più capace di vedere i segni del mondo, altri volti e sorrisi, altri cuori che battono accanto al mio e, forse, anche per il mio.
Non è luogo di preghiere, lo so. Ma oggi rompiamo le convenzioni… ho cominciato con il sorriso.
Dammi occhi per vedere, orecchie per sentire, un cuore pronto di nuovo a captare segnali.
Amore è colui che sa esserti vicino, anche quando non c’è, che non ti fa sentire solo, quando lo sei, soltanto con un pensiero. Amore è colui che puoi chiamare quando hai bisogno d’aiuto, sapendo che capirà. Che ti dà amore, quando non glielo chiedi, e forza quando lo fai.
Io per te. Da sempre e per sempre.
Teoria dell’amore. Pegno doveroso al giorno.
Piccoli spasmi cardiaci. Non fanno malissimo, ma danno un po’ di disagio, e destabilizzano l’umore.
Mani fredde. E inusitata calma di un lunedì mattina.
Hai cancellato con un gesto i sogni miei… Insieme.
Dura un giorno la mia vita. Io saprò che l’ho vissuta, ma l’avrò fermata… Insieme a te.
Tentazione del vuoto. Lo dice la musica. Gli occhi si gonfiano. Ma ormai ne sono consapevole, e non posso più fingere di non farlo volontariamente.
Io sono qui. E avrei da dire, ancora…
Un tuffo nel dolore… come il tuo nel passato, nel mio oceano di ricordi, in un viaggio al di là dei sogni, verso la mia casa nella foresta.
Qualcosa da finire insieme a te…
Respiro un po’…
Sono solo incantesimi della musica. Mi alzerò, e comincerà un nuovo giorno. E un altro ancora. Con il cuore che si confessa in silenzio, tra la folla e il tic tac del mio cellulare. Poi, nulla. Lo scrigno si chiude, ed è come se l’amore non ci fosse più, il dolore sparito, i ricordi cancellati…
Il mio scrigno segreto, chiuso con la chiave della tua indifferenza… che è anche ignoranza.
Un finale. Chiederò a Tagore, tra poco. Sono certo che mi parlerà con sincerità, come sempre.
Temevo che la parola dovesse essere per forza Amore. Invece, quando ho pensato a questa, ho avuto un tuffo al cuore, ed ora quasi mi commuovo.
Grazie ai Radiohead che me l’hanno regalata in maniera così inattesa (è proprio il caso di dirlo).
Sorprese (e così è stato…)
Ero andato mendicando d’uscio in uscio
lungo il sentiero del villaggio,
quando il tuo cocchio dorato
apparve in lontananza
come un magnifico sogno
e mi chiesi chi fosse
questo Re di tutti i re !
Le mie speranze crebbero, e pensai
che i brutti giorni fossero passati,
e rimasi in attesa di doni non richiesti,
di ricchezze profuse da ogni parte.
Il tuo cocchio si fermò vicino a me.
Mi guardasti e scendesti sorridendo.
Sentivo che alfine era arrivata
la fortuna della mia vita.
Poi, all’improvviso,
mi stendesti la mano
chiedendo: ” Che cos’hai da darmi ? “
Quale gesto regale fu il tuo !
stendere la mano a un mendicante
per mendicare !
Rimasi indeciso e confuso.
Poi estrassi dalla mia bisaccia
il più piccolo chicco di grano
e te lo offersi.
Ma quale non fu la mia sorpresa
quando, finito il giorno, vuotai
la mia bisaccia per terra e trovai
un granellino d’oro
nel mio povero mucchio !
Piansi amaramente e desiderai
di aver avuto il coraggio
di donarti tutto quello che avevo.