Esercizi di Prosa Lirica

Una gita ad Oniria

 

Siamo uno di fronte all’altro. Di tanto in tanto sorride. E, quando lo fa, sorride tutto il viso, sorridono gli occhi. Un velo di rosso gli colora le guance e la fronte. Mi guarda e poi abbassa gli occhi… lo fa continuamente. Io non riesco a vedere altro in questo momento. Mi sembra che il mondo sia sparito, solo buio e una luce puntata su di lui.
“Come si fa a rivederti ancora, per sempre?” E lo dice, ancora una volta, sorridendo. Gli guardo i denti bianchi, e le parole mi muoiono in gola. Una vampata di calore mi prende la testa… devo avere le guance rosse anch’io. Un groppo alla gola e quella fitta al petto che conosco tanto bene, e m’impedisce quasi di deglutire.
Si è accorto del mio imbarazzo. Il sorriso gli si spegne sul volto, ma non del tutto. Allunga una mano verso la mia, e mi accarezza le dita con le sue.
“Mi piaci…” Lo sussurra, quasi sospirandolo. E torna a sorridere, imbarazzato anche lui. Ma è serio, e sa che io lo so, l’ho capito.
Ma quel “mi piaci” stona alle mie orecchie. È presto, non ti conosco, non so se voglio, ancora, di già.
Non ho il tempo di pensare, analizzare le mie sensazioni, le uniche a cui vorrei dare ascolto ora.
Ma il mio volto ora comunica freddezza e rigidità. Ritira la mano, il sorriso si spegne del tutto. Cerca di guardarmi, ma non ci riesce. Gli occhi sfuggono e non ridono più. Ora il rossore è un imbarazzo triste. Sono l’assassino del suo splendido sorriso, peccato mortale.
“Non ti va?”

Cosa si dice in questi casi? Ciò che si sente… Ed io cosa sento?

 

Sogno fallito.

 

Allora proviamo in un altro modo…

È notte. Siamo lungo viale Trastevere, verso casa di Serena. Io gli tengo la mano. Parliamo delle nostre cose. Ifrid si volta all’improvviso verso di me, ed esclama: “Io sono proprio innamorato, accidenti!” E sorride imbarazzato, mentre lo dice…
Ci scherzai su’, come sempre… incapace di godere della più grande felicità, quando mi capita. Ma son passati tre anni, e non ho saputo frenare le lacrime, oggi, a quel ricordo.

Vento. Pioggia. Tempesta. Il cielo si è oscurato. Fa freddo, in questo arido deserto. La terra si spezza in milioni di piccole crepe. Montagne all’orizzonte, senza verde.
Piove. Gonfia l’anima. Solo così ti senti vivo. In un mondo epico, dove il tuo dolore è sublime ed unico. Solo così la tua vita acquista un senso. Tutto dopo, mai durante.
Stop.

Ora, le onde. Per i titoli di coda.
Cerco di dare un significato al riaffiorare di questi ricordi, ora. Ricordi soffocati nel viaggio del cuore, ed ora di nuovo qui, forse a cullare il senso di colpa per averlo cancellato con violenza dalla mia vita.
Ora… che sono all’alba di un nuovo giorno di prosaiche consapevolezze, solitudini volute e libertà rassegnate, ora… che impongo la fine anche a questa breve stagione di segreto amore, soffocando il neonato nelle acque torbide del mio silenzio.
Ho riaperto lo scrigno, dal fondo dell’abisso. E quasi mi piace ritrovarci familiari emozioni, anche se tristi, la potenza di un palpito, solo ricordo, è vero, ma così forte da far tremare la terra.

Ho sperato che questo viaggio finisse davvero con l’arrivo dell’alba. E l’avrei raccontata… la mia più grande prova letteraria: narrare la gioia maestosa di un nuovo amore.

Somewhere over the Rainbow
Un paio di cuffie, un ultimo respiro. Una chitarra e una voce, a cantare cosa c’è da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.