La porta del cuore
Illusioni.
Vivere per un “forse” è follia. E ormai non è più tempo di elogi alla follia. Uomo di certezze, mio maurice.
Il volto di un fantasma giovane e sorridente, mentre raccontavo le mie pene d’amore. Serate di paure e socialità. Perché nessuno guardava i miei occhi.
Non mi perderò nel tuo labirinto, non questa volta.
Immobile, imprigionato nella mia non vita, peggio… nella vita degli altri, a raccogliere le briciole di un pranzo d’amore che mai mi vede ospite, ma sempre spettatore.
Carezze non mie. Baci, non per me. E scorrono i fantasmi del passato, promesse di amori mai nati, per non mentire a questo cuore che conosce solo la sua verità. Oggi mi sembra così dura e inflessibile… Inaccettabile legge che mi condanna alla solitudine.
Eppure, nemmeno il tuo palpito è sufficiente a darti pace.
E mi domando cos’altro chiederai a questa vita, per avere soddisfazione dei tuoi capricciosi desideri.
Una vita spesa alla ricerca di un’immensa, fugace gioia, quell’istante irripetibile che si chiama felicità. Ho scordato la sua forma, ricordo solo che esiste, ma non per me.
“Ero tranquillo” … mentre passato e presente s’incontravano. E ancora mi stupisco del tuo inconsapevole potere di scatenare uragani, per distruggere e stravolgere il mondo intorno a te. Uragani fatti di mezze parole e sorrisi, idee incoscienti ed oscure emozioni.
Dopo l’uragano. Un nuovo giorno anonimo, a professare quotidiana normalità e ostentata innocenza.
Forse il problema è tuo, capito maurice? Il problema sei tu, il tuo cuore folle e testardo, i tuoi sogni impossibili, i tuoi desideri.
Buongiorno maurice. Un altro giorno… Chiudi la porta, di nuovo.
